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Disfluenze, balbuzie e cluttering

La balbuzie rientra nei disturbi del linguaggio detti disfluenze, cioè disturbi del naturale flusso del discorso.

Può causare interruzioni, ripetizioni, rallentamenti e blocchi nel fluire del linguaggio e in alcuni casi è accompagnata da tic e da movimenti del viso, del collo e delle spalle, più o meno volontari.

La balbuzie si manifesta a livelli di gravità diversi e in modi differenti e spesso non è costante nel tempo, ci sono periodi in cui si aggrava e periodi in cui è quasi impercettibile, ci sono casi in cui arriva ad impedire una comunicazione adeguata e altri in cui è poco più di una caratteristica particolare di una persona.

Le ripetizioni e i blocchi del linguaggio sono involontari, per cui chi balbetta non ne ha il controllo e peggiorano se viene richiesta maggiore attenzione durante il discorso.

E’ molto importante tenere conto di questo aspetto sia da parte dei familiari dei bambini che balbettano – genitori, nonni, zii – che da parte degli insegnanti e di altre figure educative.

Chiedere di ripetere bene quanto appena detto, consigliare di parlare con calma, di rallentare il discorso o di fare un bel respiro, sono gesti comprensibili, ma inutili e svantaggiosi.

Tutti questi suggerimenti sono infatti controproducenti in quanto ottengono l’effetto opposto e aumentano la balbuzie e soprattutto l’ansia di parlare, aspetto che è sempre presente nel balbuziente insieme alla coscienza del proprio disturbo e che nel tempo diventa una sua caratteristica costante.

E’ bene sapere che i primi episodi di balbuzie, intorno ai tre anni, sono molto comuni, possono far parte del normale sviluppo del linguaggio e risolversi spontaneamente.

Se non si sa come comportarsi con il proprio figlio che balbetta è bene chiedere un counseling ad un logopedista, in assenza del figlio, per capire come dialogare in modo costruttivo e favorevole allo scambio comunicativo e per conoscere le strategie educative e rieducative per aiutarlo.

Un altro tipo di disfluenza che compromette la capacità di trasmettere i messaggi verbali in modo chiaro e comprensibile è il cluttering. Questo disturbo è caratterizzato da un’elevata velocità dell’eloquio, da un imprecisa articolazione che arriva anche alla soppressione di alcune sillabe e dal fatto che chi parla non è sempre consapevole del proprio disturbo.
Il risultato è che spesso l’ascoltatore non comprende il discorso.

Nel caso di dubbio sulla fluenza dell’eloquio, come per ogni problema di linguaggio, è sempre consigliabile chiedere il parere di un esperto, foniatra o logopedista, che saprà dare i consigli del caso e diagnosticare o valutare il tipo di disfluenza, piuttosto che aspettare sperando in un miglioramento e mantenere le proprie preoccupazioni.

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