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In questi giorni ho incontrato alcune persone che, pur non avendo delle particolari patologie, mi hanno chiesto se potevano fare qualcosa per la propria voce perché a volte la sentivano affaticata.

Insegnanti con corde vocali indebolite dalla fatica e dall’abuso vocale, persone esauste dopo malattie debilitanti o professionisti incalzati da mille impegni professionali e familiari.

Forse ci riconosciamo anche noi in questi esempi: tutti ci possiamo sentire a volte oppressi dalla quantità di impegni professionali che ci obbligano a parlare, oppure abusiamo della nostra voce perché dobbiamo parlare in ambienti rumorosi. Può succedere in molte occasioni e occupazioni diverse.

Ciò che molte volte accomuna le persone che stanno affrontano un disagio vocale è che sono stanche, provate dalla fatica e vuote di energia.
Anche il solo parlare, infatti, richiede molta energia e di ciò, spesso, non siamo consapevoli.

Cosa propongo allora per prima cosa per impostare un buon lavoro di rieducazione della voce o, come amo dire, per ritrovare la nostra bella voce?

Chiedo di iniziare ad ascoltare la voce che, con i suoi problemi, ci sta mandando un segnale, ci sta dicendo che è ora di prendersi cura di sé, di fermarsi un attimo e di ricostruire la nostra energia.

La voce è fatta di respiro e ha bisogno di muscoli che lavorano in armonia.

Respiro libero e fluido, non strozzato dall’ansia e dalla fretta, muscoli tonici e vitali, non tesi, bloccati e contratti.

La voce è fatta di coordinazione tra azione e riposo, tra suono e silenzio.

Se questa alternanza nella nostra vita non c’è, non possiamo pretendere di avere una bella voce. La voce sarà tesa, dura, strozzata, urlata per poi crollare e diventare rauca, gracchiante, debole e spossata.

Ecco quindi cosa fare per prima cosa per avere una buona emissione vocale: ricostruire un minimo di equilibrio tra azione e riposo, tra lavoro e divertimento, tra staticità e movimento.

Nelle nostre giornate piene di tanti doveri, possiamo trovare un momento per dedicarci a quello che ci piace, per rilassarci, divertirci, ascoltare musica, fare sport e allargare il nostro respiro.

Solo dopo questo primo passo possiamo lavorare tecnicamente per migliorare la qualità della nostra voce, possiamo ritrovare la coordinazione tra respiro e suono, migliorare l’intensità, trovare l’altezza adeguata, recuperare il nostro timbro di voce che è unico e assolutamente personale per ognuno di noi.
Solo dopo il primo indispensabile passo.

Se anche tu ti ritrovi nella situazione che ho descritto, inizia adesso a pensare a cosa ti piacerebbe fare per ricaricarti, per staccare un attimo da una vita fatta di doveri messi uno dopo l’altro, a volte basta poco per ricaricarci e per coccolare la nostra voce.