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“Voce e sport?

Perché?

Cosa c’entrano tra loro?”

Immagino che, se non sei un professionista della voce, queste domande possano comparire nella tua mente leggendo il titolo di questo post.

O forse, questo titolo attira la tua curiosità…

Ora ti spiego la relazione che c’è tra la voce e le attività sportive. Così potrai capirne il senso e soprattutto potrai decidere quando è bene usare la tua voce e quando, invece, è meglio stare in silenzio.

In queste ultime settimane, dopo una primavera che è stata a dir poco particolare, abbiamo ritrovato, finalmente, la possibilità di uscire di casa come e quando vogliamo.

E’ così che ogni giorno i parchi, le strade e le piste ciclabili si riempiono di persone che camminano, corrono e pedalano.

Anch’io sono andata a correre felicemente appena ci è stato di nuovo permesso! E proprio mentre correvo ho rivisto scene che avevo un po’ dimenticato. Persone che corrono e intanto fanno lunghi discorsi mentre si allenano.

Proprio da qui sono nate alcune considerazioni.

In ambito sportivo c’è un utilizzo molto importante della voce che è spesso sconosciuto.

Può essere quello di un allenatore che ha bisogno di farsi sentire dai giocatori nella vastità di un campo da calcio, oppure di un insegnante di nuoto che con la voce deve raggiungere l’atleta in un ambiente rumoroso, pieno di rimbombi, o ancora dell’istruttore che parla senza sosta mentre esegue gli esercizi in palestra cercando di superare la musica a tutto volume.

E fin qua siamo nel campo della voce professionale. Quindi è compito di ogni istruttore informarsi e imparare ad utilizzare al meglio il suo strumento sonoro. Chi resta senza voce non può fare il suo lavoro e infatti di solito c’è una certa sensibilità verso questo argomento.

Che dire invece degli atleti?

Nella mia esperienza di terapista della voce sono soprattutto i non professionisti, quelli che fanno sport a livello amatoriale, che spesso si procurano danni vocali.

I calciatori, i pallavolisti, i cestisti… tutti urlano per chiamare la palla, darsi indicazioni o esultare alla fine di un’azione vincente. In questo momento mi vengono in mente soprattutto i bambini, e i ragazzini durante la muta vocale, che spesso arrivano stremati e afoni dopo la partita del fine settimana per poi diventare francamente disfonici.

Negli sport individuali non si è da meno, spesso il gesto atletico è accompagnato dalla voce, vedo runner e ciclisti che si allenano chiacchierando per strada e così via…

Sicuramente queste persone non lo sanno, ma parlare mentre si fa uno sforzo fisico è decisamente contrario alle norme di fisiologia della voce e quindi è potenzialmente dannoso per le corde vocali.

La laringe, infatti, il luogo in cui si trovano le corde vocali, oltre alla funzione di produrre i suoni, ha un’altra funzione, che è quella di stabilizzare il tronco per permettere l’esecuzione di alcuni movimenti.

Per questo motivo se faccio un allenamento fisico la laringe fa un lavoro preciso e mi permette di fare i movimenti richiesti. Oltre ad essere, spesso, impegnata in una respirazione affannosa perché sotto sforzo.

Non può, quindi, nello stesso momento produrre la voce in modo fisiologico, funzionale ed eufonico.

La voce uscirà faticosamente tra uno sforzo e l’altro e con una scarsa coordinazione pneumo-fonica, cioè tra l’aria inspirata e il suono emesso. La laringe e le corde vocali si ritrovano così in una situazione di importante sforzo vocale, perché svolgono contemporaneamente, due funzioni incompatibili tra loro.

Parlare durante una prestazione sportiva, o uno sforzo fisico in generale, è dunque un comportamento di malmenage vocale, quindi è sempre uno sforzo per la voce. Può creare fatica, disagi e disturbi alle tue corde vocali.

Allora cosa puoi fare?

La prima cosa è diventare consapevole di questo sforzo e poi comportarti di conseguenza.

Se sei un allenatore, segui un training specifico per l’uso della voce con un’attenzione particolare alle condizioni specifiche del tuo sport. Una cosa è lavorare in un campo da calcio, un’altra lavorare in una palestra e per ogni situazione ci sono accorgimenti per poter utilizzare la voce nel modo migliore possibile.

Se fai uno sport individuale, goditi il silenzio e concentrati sul tuo gesto atletico. Stare in silenzio mentre fai sport è il modo migliore per essere a contatto con il tuo corpo, per ascoltarlo e rispettarlo.

Ed è anche il modo migliore per lasciare fluire liberamente i tuoi pensieri e la tua mente ne avrà un sicuro beneficio. Il silenzio mentre stai facendo un gesto atletico, è un’occasione semplice e salutare per riordinare e liberare i pensieri. Proprio durante un intenso lavoro fisico succede spesso, infatti, che spontaneamente vengano in mente nuove soluzioni, nuove idee o ispirazioni.

Quante volte ho risolto problemi o avuto idee interessanti durate una bella corsa in solitudine e silenzio…e quante volte mi è stata raccontata la stessa cosa da altre persone.

Se invece fai uno sport di gruppo, esulta pure felicemente alla fine di un’azione vincente, ma utilizza bene il respiro per dare potenza alla voce e non sforzare inutilmente le corde vocali.

E, ogni volta che puoi, sostituisci il richiamo vocale con segni e gesti convenzionali con i tuoi compagni di squadra…un po’ come fanno i pallavolisti sottorete prima di un’azione.

Ti faccio ancora una raccomandazione speciale per i bimbi.

Se hai figli che fanno sport oppure sei un istruttore sportivo, fai attenzione all’uso della voce dei ragazzini ed educali anche tu ad un utilizzo più sano e consapevole.

Se penso alle persone che giungono nel mio studio per problemi di voce collegati al suo uso in campo sportivo, infatti, il numero maggiore è proprio quello dei ragazzini che si sgolano nelle partite di calcio del fine settimana arrivando molto spesso ad una situazione di disfonia vera e propria. Gli adulti che sono intorno a questi bambini possono fare la differenza, senza impedire l’uso della voce, ma indirizzando la voce verso un utilizzo più sano.

…e, infine, ci tengo tanto a dirti una cosa, continua a fare sport per tutta la vita, perché un corpo sano è un corpo che si muove e una voce sana appartiene ad un corpo sano.

 

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